Lo spazio interno della maestosa chiesa di San Giorgio Martire è ritmato dalla presenza di otto cappelle laterali, disposte simmetricamente quattro per ogni lato. Questi intimi ambienti di preghiera, che accompagnano il visitatore lungo la navata centrale verso il presbiterio, sono rialzati di un gradino rispetto al pavimento principale e risultano armoniosamente intercomunicanti tra loro grazie a dei varchi aperti nelle pareti divisorie. Dal punto di vista architettonico, le due cappelle centrali di ciascun lato si distinguono per essere più ampie e ariose rispetto a quelle situate alle due estremità.
NAVATA DESTRA
Prima Cappella: Cappella del Crocifisso Il primo ambiente che ci accoglie lungo il lato destro si presenta con una certa austerità, essendo privo di un altare vero e proprio, ma lo spazio è solennemente dominato da un maestoso Crocifisso in legno. Si tratta di una pregevole opera di artigianato altoatesino, proveniente da Ortisei e risalente agli anni Cinquanta del Novecento. Questa cappella, che nasconde anche l'accesso al campanile, custodisce una preziosa e affascinante testimonianza del passato: incassata nella parete è infatti visibile l'antica lastra tombale in stile gotico di Matteo Arcane, tesoriere della regina Margherita di Durazzo, scomparso nell'ottobre del 1408.
Seconda Cappella: Cappella del Cristo deposto Proseguendo il nostro cammino, il secondo spazio si apre sormontato da un'elegante cupoletta ellittica. Questo luogo ha subito un grave trauma nel novembre del 1891, quando un violento fulmine distrusse l'antico altare in muratura e incenerì la tela che lo decorava. L'attuale e raffinato altare in marmi policromi fu costruito proprio in sostituzione di quello perduto; al di sotto della mensa è stata ricavata una teca che oggi alloggia la scultura del Cristo deposto, un'opera del 1928 proveniente dai celebri laboratori altoatesini Stuflesser. Le pareti laterali sono inoltre impreziosite da delicati medaglioni dipinti da Vincenzo Severino, che ritraggono angeli recanti i simboli della Passione.
Terza Cappella: Cappella di San Giuseppe Il terzo ambiente si presenta del tutto identico al precedente per dimensioni e struttura architettonica. Il fulcro devozionale di questo spazio è rivolto alla figura di San Giuseppe, la cui pregevole statua ottocentesca in legno troneggia al di sopra di un altare in marmo. I documenti ci raccontano che questa struttura fu realizzata nel 1822, andando a sostituire un'ara più antica e ormai inadeguata. Anche qui possiamo ammirare una luminosa cupoletta ellittica e le pareti laterali decorate da altri dipinti di Vincenzo Severino, dedicati al transito sereno del padre putativo di Gesù e a Santa Teresa d'Avila in lacrime.
Quarta Cappella: Cappella di Santa Teresa d'Avila La nostra esplorazione della navata destra si conclude in un ambiente architettonicamente molto particolare. La quarta e ultima cappella, infatti, vede la sua parte superiore in gran parte occupata dalla balconata dell'organo, protetta da un'alta e scenografica balaustra in legno finemente indorato di fattura ottocentesca. Lo spazio sottostante a questa grande struttura musicale è stato sapientemente sfruttato per accogliere una teca, all'interno della quale è devotamente custodita la statua di Santa Teresa d'Avila. Questa affascinante scultura, realizzata assemblando il volto e le mani in legno con morbidi abiti in stoffa, chiude il percorso trasmettendo al visitatore un profondo senso di eleganza e raccoglimento spirituale.
NAVATA SINISTRA
Prima Cappella: Cappella del Battistero Iniziando il nostro percorso lungo il lato sinistro, il primo ambiente che incontriamo era originariamente destinato ad accogliere il fonte battesimale, che oggi è stato invece spostato nell'area del presbiterio. Alzando lo sguardo verso la volta a vela, possiamo ammirare un dipinto con lo Spirito Santo, ritratto nell'atto di illuminare simbolicamente le mani del sacerdote durante il battesimo. Sulla parete di fondo, proprio sotto un'elegante finestra ellittica, si svela un piccolo e prezioso affresco ottocentesco del pittore afragolese Donato Vacca, che raffigura il Battesimo di Gesù nel Giordano. Voltandoci verso la parete d'ingresso (la controfacciata), noteremo incassata nel muro un'antica lastra tombale: vi riposa il parroco Domizio Russo, scomparso nell'ottobre del 1686, scolpito con devozione sul suo letto funebre e avvolto dai solenni abiti sacerdotali.
Seconda Cappella: Cappella di Santa Teresa del Bambino Gesù Proseguendo, il secondo spazio si presenta protetto da un raffinato cancelletto in ferro, sostenuto da una balaustra in marmo decorata con motivi a bulbo. Questa cappella è oggi intitolata a Santa Teresa del Bambino Gesù, la cui delicata immagine, dipinta nel 1927 dall'artista napoletano Luigi Barone, è incorniciata da morbidi festoni floreali in stucco. Tuttavia, questo ambiente custodisce anche un'altra importante memoria: in una nicchia ricavata al centro della parete, a partire dagli anni Quaranta del Novecento, è stata collocata una pregevole statua in legno del 1922 che raffigura San Giorgio nell'atto di trafiggere il drago. La luminosa cupola ellittica che copre lo spazio è decorata al centro con l'Occhio divino inserito in un triangolo, mentre ai lati i romantici medaglioni dipinti da Vincenzo Severino ci mostrano figure di angeli in devota preghiera.
Terza Cappella: Cappella di San Giorgio Martire Il terzo ambiente, del tutto simile per linee architettoniche a quello appena superato, è intitolato proprio al patrono San Giorgio Martire, sebbene antichi documenti ci dicano che in epoche passate fosse dedicato a San Martino e custodisse una tela dell'Ultima Cena. L'altare in marmo che vi ammiriamo risale alla prima metà dell'Ottocento. La vera meraviglia di questo spazio, tuttavia, si trova al suo ingresso: qui, alla fine degli anni Settanta del Novecento, è stata sistemata la parte centrale della maestosa balaustra settecentesca che un tempo recingeva l'altare maggiore. Questa eccezionale opera è composta da pilastrini in marmi policromi che reggono un prezioso cancelletto in ottone, finemente cesellato, al cui centro spicca un ovale a sbalzo che narra lo scontro tra San Giorgio e l'imperatore Diocleziano, un vero capolavoro di artigianato realizzato nel 1761.
Quarta Cappella: Cappella dell'accesso al Pulpito La nostra passeggiata lungo la navata sinistra si conclude nella quarta e ultima cappella, un ambiente che nel tempo ha custodito diverse memorie d'arte, tra cui la statua di San Rocco e un'ulteriore porzione dell'antica balaustra smembrata dal presbiterio. La sua funzione principale e più affascinante, oggi, è fortemente legata alla parola e alla predicazione: al suo interno, infatti, si apre la porticina che conduce direttamente alle scale del pulpito. Quest'ultimo è un'elegante struttura in legno di noce addossata al vicino pilastro del transetto, caratterizzata da una compatta balconata con fregi dorati e sormontata da un suggestivo baldacchino a sbalzo, decorato con piccoli fiocchi, fatto realizzare nel 1733 per accogliere i predicatori che si rivolgevano ai fedeli.