Castello

Il Castello Storia Info 1337 I primi proprietari feudali La documentazione storica ci restituisce le prime affascinanti tracce sulla proprietà del territorio afragolese agli albori del quattordicesimo secolo, un’epoca in cui il casale vedeva l’alternarsi di illustri famiglie nobiliari, pur non potendo ancora vantare la presenza del castello. In quel periodo, in particolare intorno all’anno 1337, sappiamo che le terre feudali appartenevano a Tommaso Mansella, signore di Afragola. Successivamente, i possedimenti passarono nelle mani di Roberto di Capua, conte di Altavilla, per poi giungere a Nicola d’Eboli, conte di Trivento. Proprio quest’ultimo, spinto da varie contingenze politiche ed economiche, alienò la parte feudale del casale a favore dei fratelli Carlo, Ludovico e Roberto duchi di Durazzo. Questi continui passaggi di proprietà ci raccontano di un territorio vitale e ambito, ma ancora privo di una vera e propria e imponente struttura fortificata centrale in grado di dominare il paesaggio. 1381 Un feudo senza fortezza Un momento cruciale per le sorti di Afragola si verificò il 2 maggio 1381, data in cui il re Carlo III di Durazzo e la sua consorte, la regina Margherita, decisero di vendere la parte feudale del territorio alla nobile famiglia napoletana dei Capece-Bozzuto, nello specifico ai fratelli Giacomo, Giordano e Giovannello. La lettura attenta dell’atto di vendita ci rivela un dettaglio di straordinaria importanza per la ricostruzione storica: nel documento non vi è alcuna menzione di un castello o di un palazzo baronale fortificato. Questo silenzio archivistico ci conferma che, in quegli anni, l’imponente maniero non era stato ancora edificato. Le uniche opere di difesa presenti sul territorio consistevano in semplici sbarramenti, fossati e palizzate, che il sovrano Luigi I d’Angiò aveva ordinato di innalzare intorno al 1353 con lo scopo di proteggere le popolazioni rurali dalle frequenti incursioni nemiche e dalle devastazioni che affliggevano le campagne. 1388 Il “Fortillicium” e i rifugi reali Con il precipitare degli eventi storici e il susseguirsi di aspre lotte dinastiche per il controllo del Regno di Napoli, le cronache iniziano a documentare la presenza di difese militari più strutturate nel cuore di Afragola. Proprio a partire dal 1388, un anonimo cronista siciliano riporta l’esistenza di una robusta torre di guardia, appartenente a Carluccio Minutolo, situata strategicamente al declivio del casale. Pochi anni dopo, nel 1392, le fonti parlano esplicitamente di un vero e proprio “fortillicium”, una fortificazione militare ben organizzata capace di offrire riparo e fungere da sbarramento contro l’impeto nemico. In questo travagliato periodo di lotte intestine, le milizie della principessa Margherita di Durazzo, duramente incalzate e inseguite dagli avversari angioini, trovarono un sicuro rifugio accampandosi a più riprese proprio presso questi primi avamposti difensivi. Queste primitive postazioni costituirono il nucleo essenziale che anticipò la futura e più imponente vocazione militare dell’intera area. 1420 Le truppe di Sforza e la probabile edificazione Il clima di perenni conflitti continuò a segnare il territorio afragolese anche nei decenni successivi, diventando teatro di importanti manovre militari. Nel 1420, durante la campagna militare contro Alfonso V d’Aragona, il celebre generale angioino Giacomo Sforza (noto alla storia come Muzio Attendolo Sforza) decise di porre il proprio accampamento per alcuni mesi proprio nelle terre di Afragola. Lo storico quattrocentesco Pandolfo Collenuccio, nel riferire minuziosamente questo evento, omette però di parlare di un castello occupato o espugnato dalle truppe. Partendo da questa significativa e autorevole assenza, gli studiosi ritengono che la vera e propria edificazione del castello sia avvenuta negli anni immediatamente successivi al 1420. Furono con molta probabilità i feudatari Capece-Bozzuto ad avviare la costruzione del vasto quadrilatero fortificato, trasferendovi in seguito la sede baronale che un tempo si trovava in un palazzo di via Avignone. Sotto la loro esperta guida, l’edificio si trasformò e divenne non solo una sicura fortezza protetta da un profondo fossato e da quattro massicci torrioni angolari, ma anche una splendida e accogliente dimora gentilizia, sapientemente arricchita all’interno da eleganti giardini, zampillanti fontane e comodi e lussuosi appartamenti degni della loro illustre stirpe. 1444 La richiesta di restauro e fortificazione Dopo un lungo periodo di incuria, in cui l’edificio risultava disabitato e abbandonato fin dall’anno 1407, il maniero visse un nuovo momento di attenzione e rinascita. Fu infatti nel 1444 che il signore di Afragola, il nobile Nicola Maria Capece-Bozzuto, decise di intervenire per recuperare la struttura. Egli si rivolse direttamente al sovrano Alfonso V d’Aragona, chiedendogli il permesso ufficiale per poter restaurare e fortificare nuovamente il castello. Questo intervento si rese necessario per restituire alla costruzione la sua antica dignità e per ripristinare il suo fondamentale ruolo difensivo e residenziale nel territorio, ponendo fine a decenni di abbandono. 1495 La prima menzione ufficiale e l’invasione francese Nonostante l’edificio esistesse già da tempo, la prima volta in cui un documento storico utilizza esplicitamente la parola “castello” risale alla fine del Quattrocento. L’occasione per questa menzione ufficiale fu un evento di grande portata storica: la discesa in Italia delle agguerrite truppe francesi guidate dal re Carlo VIII. Un cronista dell’epoca, noto come Perger, annotò nei suoi scritti che il 5 ottobre del 1495 i soldati d’oltralpe giunsero ad Afragola e presero possesso della fortezza. In quel turbolento contesto politico, il signore locale Cesare Maria Bozzuto scelse di schierarsi apertamente con l’invasore francese, partecipando persino al parlamento che decise di aprire le porte della capitale a Carlo VIII. Questa audace scelta politica ebbe conseguenze pesanti: al ritorno della dinastia aragonese, il Bozzuto venne punito con la confisca del feudo e il castello tornò temporaneamente nelle mani della Regia Corte. 1528 L’assedio di Odet de Foix e la distruzione Le vicende militari tornarono a sconvolgere brutalmente Afragola qualche decennio più tardi, a causa delle mire espansionistiche del re di Francia Francesco I sul Regno di Napoli. Il sovrano affidò il comando delle sue truppe di terraferma allo spietato generale Odet de Foix, conte di Lautrec, un uomo noto per il suo innegabile valore ma anche per la sua inusitata ferocia. Con l’obiettivo strategico di tagliare i viveri alla città di Napoli per costringerla alla resa, dalla metà di aprile fino agli
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