Il campanile della Chiesa di San Giorgio Martire è un'imponente struttura architettonica progettata dal celebre architetto napoletano Mario Gioffredo (1718-1785). I lavori per la sua edificazione furono affidati all'artefice Francesco Mazzinchi, iniziarono nel 1772 e si conclusero quattro anni dopo, nel 1776, con una spesa totale che superò i cinquemila ducati.
Posizione e struttura generale
La torre campanaria si erge sul lato destro del fronte principale della chiesa, sebbene la sua mole sia in parte occultata dai casamenti della piazza circostante. A livello volumetrico, il campanile possiede una pianta quadrata di 8,30 metri per lato e raggiunge un'altezza complessiva di 34 metri, caratterizzandosi per i suoi spigoli rientrati e per i suoi quattro livelli leggermente rastremati, cioè che si restringono salendo verso l'alto.
Probabilmente, il progetto originario del Gioffredo prevedeva un ulteriore livello, una lanterna, che avrebbe dovuto dare maggiore slancio all'opera. La sua mancata realizzazione è il motivo per cui il campanile presenta oggi un aspetto tronco e particolarmente massiccio.
I quattro livelli architettonici
Basamento e primo livello
L'intera struttura poggia su un massiccio basamento rivestito in blocchi di basalto, chiuso superiormente da una lineare scorniciatura. Il primo livello presenta cantonali bugnati e un paramento in mattoni, arricchito da una finestra romboidale protetta da una grata metallica.
Secondo livello
Elevato oltre l'ampio cornicione basamentale, questo livello è decorato da massicce lesene angolari in stile dorico. Al centro si apre un grande fornice ad arco, sovrastato da un cornicione con un fregio classico composto da metope e triglifi.
Terzo livello
Più ristretto del precedente, è ornato da lesene in stile ionico. Presenta un fornice centrale con arco a tutto sesto, coronato da uno sporgente timpano triangolare sostenuto da mensole laterali.
Quarto livello
L'ultima cella campanaria è delimitata da dodici semicolonne in stile corinzio. Il fornice centrale è architravato e sormontato da un timpano ad arco poggiato su sottili mensole in muratura.
Campane e coronamento
A chiudere la prospettiva verticale vi è uno sporgente cornicione di coronamento, sovrastato da una fascia perimetrale a dentelli. All'interno dell'ultima cella sono collocate due campane: la più grande, del peso di otto quintali, risale al 1845; la seconda, più piccola, fu realizzata nel 1856 ed è stata successivamente rifusa più volte.
La sommità della torre è costituita da un solaio piano al cui centro emerge una piccola celletta a volta, sormontata da un crocifisso metallico.
Il restauro del Novecento
Originariamente il campanile era costruito con una veste in tufo a vista. Tuttavia, agli inizi del Novecento, a causa delle intemperie, la pietra iniziò a sgretolarsi causando la caduta di frammenti e mettendo in pericolo i passanti.
Per rimediare a questa situazione, tra il 1906 e il 1908 il parroco don Michele Fusco promosse importanti lavori di consolidamento. Sotto la guida dell'ingegnere Enrico Cattaneo e dell'architetto Giuseppe Pisanti, furono sostituiti i blocchi di tufo lesionati, rinforzate le armature delle campane e l'intera superficie esterna del campanile venne rivestita con un intonaco a stucco, che nascose la pietra originale.
I lavori furono affidati all'impresa Pernice di Napoli per la somma di diciassettemila lire. A memoria di questo restauro, sul primo livello del campanile prospettante su via San Giorgio fu murata una lapide dedicatoria.