Storia

Il cuore della vita civica afragolese, sin dalle origini della nostra comunità, è stato piazza Municipio, comunemente detta “dell’Arco”, caratterizzata dall’imponente mole del palazzo municipale, simbolo di una esigenza di autonomia durata secoli.

ORIGINE
Da "Piazza dell'Arco" alla prima sede nell'antico Palazzo Tuccillo

In origine, il fulcro della vita cittadina dove oggi sorge l'imponente Palazzo Comunale era un piccolo slargo conosciuto con il nome di Piazza dell'Arco. Questo antico toponimo derivava dalla presenza, in tempi remoti, di una maestosa e vetusta arcata dell'antico Acquedotto augusteo del Serino che attraversava il territorio. Su questo spiazzo si affacciava la piccola chiesa di San Nicola di Bari. Prima della costruzione dell'attuale municipio, l'antica Universitas (l'organizzazione cittadina dell'epoca) prese in affitto, nella prima metà del Settecento, alcuni ambienti del vicino Palazzo Tuccillo in via San Giovanni. Questo caseggiato privato, dotato di un cortile noto come "la Piazzetta", divenne a tutti gli effetti la prima sede stabile dell'amministrazione afragolese.

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1743
La lapide contro i soprusi del Governatore Reale

Nel mese di luglio del 1743, l'allora sindaco Domenico Antonio Giangrande Castaldo compì un atto di grande orgoglio civico: fece realizzare e fissare nell'atrio della prima casa comunale (il Palazzo Tuccillo) una storica lapide in marmo. Questa preziosa iscrizione dettava rigide disposizioni per frenare l'operato del governatore locale di nomina regia, il quale sovente confondeva le sue funzioni con l'arbitrio ed era solito spadroneggiare ed estorcere denaro ai sudditi afragolesi. Questo marmo, a testimonianza del coraggio della comunità, fu trasferito nel 1880 nell'attuale sede comunale, dove è ancora visibile nell'atrio dell'ingresso principale.

1799
I moti giacobini e l'Albero della Libertà

Il ruolo della piazza come cuore politico di Afragola fu consacrato durante i travolgenti mesi della Repubblica Partenopea. Nel 1799, sull'onda degli ideali della Rivoluzione Francese, i patrioti afragolesi issarono proprio al centro dell'antica Piazza dell'Arco il celebre Albero della Libertà. Di quel glorioso e turbolento evento storico è rimasta una traccia tangibile per i turisti: il famoso "basolo bianco", una grossa pietra chiara che fungeva da base per l'albero e che è tuttora orgogliosamente incastonata e visibile nella pavimentazione della piazza antistante il municipio

1860 - 1866
Lo sventramento, le demolizioni e l'ampliamento della piazza

Con l'Unità d'Italia, l'assetto del vecchio slargo si rivelò del tutto angusto e inadeguato per una comunità in forte crescita che contava ormai quasi ventimila abitanti. A partire dal 1860 si decise quindi di abbattere numerosi edifici situati tra la via di San Giovanni e il vicolo dell'Arco. Le demolizioni coinvolsero povere corti contadine e la vecchia chiesa di San Nicola di Bari (che nel frattempo era stata trasformata in pubbliche carceri ed era ormai in rovina), con il preciso fine di creare una nuova, ampia e prestigiosa piazza antistante. I lavori di allargamento presero materialmente il via nel luglio del 1866, spianando la strada alla futura sede civica.

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1870 - 1872
La costruzione della nuova, monumentale Casa Comunale

Il 10 maggio del 1870 il Consiglio Comunale deliberò ufficialmente di incaricare due illustri architetti, Carlo Ciaramella e Francesco Danise, di redigere il progetto per la nuova Casa Comunale. Il palazzo fu posizionato sul fondo della nuova piazza ed eretto in un elegante stile eclettico di gusto tardo-rinascimentale, impreziosito da un atrio a nove volte a vela e un maestoso scalone. L'architetto Danise si occupò nello specifico della sfarzosa sistemazione del salone di rappresentanza, mentre l'architetto Ciaramella, nel luglio del 1872, ricevette l'incarico di realizzare il secondo orologio pubblico della città, originariamente posto sull'ultima torre superstite dell'antico Castello (all'ingresso della chiesetta dell'Addolorata). Il nuovo municipio fu anch'esso dotato al centro della facciata di una torretta con orologio e campaniletto a vela.

Salone Moriani
1886 - 1888
I capolavori del Moriani nel Salone delle Adunanze

Per conferire la massima solennità al cuore politico dell'edificio, l'amministrazione commissionò un grandioso apparato decorativo per la Grande Sala delle Adunanze Consiliari al primo piano. Tra il 1886 e il 1888, il rinomato pittore Augusto Moriani realizzò uno spettacolare dipinto sul soffitto a lacunari: l'Origine Storica di Afragola. L'opera raffigura il mitico re Ruggero il Normanno a cavallo, che riceve in dono ceste di fragole dai coloni locali in una verdeggiante selva. A completamento di questo capolavoro, il Moriani ornò le pareti della sala con quattro splendide vedute dipinte ad olio che ritraggono le piazze più importanti della città dell'epoca: piazza Castello, piazza Belvedere, piazza S. Maria e piazza S. Marco all'Olmo.

Municipio di Agragola
2016 - Oggi
Il grande restauro e la totale riqualificazione funzionale

Grazie al programma integrato europeo "PIU Europa", a partire dal 2016 sono stati avviati imponenti e complessi lavori di restauro e riqualificazione funzionale dell'intero Palazzo Comunale. Il progetto ha salvaguardato il valore storico dell'edificio con interventi di manutenzione straordinaria: dalla sostituzione degli intonaci degradati con materiali traspiranti a base di calce naturale, al ripristino di controsoffitti e pavimentazioni in marmo ispirate allo storico Salone Moriani. Il palazzo è stato dotato di moderni impianti elettrici, idraulici e di climatizzazione, mentre i servizi igienici sono stati ristrutturati e resi accessibili ai disabili. Un'innovazione architettonica di grande pregio è stata l'installazione di un nuovo ascensore in acciaio e cristallo trasparente inserito nello scalone monumentale, una soluzione che rispetta ed esalta le antiche volumetrie. I lavori hanno previsto inoltre il recupero delle antiche capriate in legno del sottotetto per adibirlo a spazio espositivo e museale, e la totale pedonalizzazione di Piazza Municipio, pavimentata con eleganti lastre di pietra lavica, dotata di nuovi arredi e riportata, più bella che mai, alla fruizione di cittadini e turisti.

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