Nei secoli passati (e documentati fino al XIX secolo), la festa era preceduta da riti che legavano indissolubilmente la fede alla terra. Già un mese prima, iniziava la “questua”: un monaco laico (detto dialettalmente u’ picuozzo) girava per le campagne con un carro trainato da buoi. Gli agricoltori, in segno di ringraziamento per il raccolto, donavano ciò che avevano: canapa, lino, grano, ma anche animali da cortile, salumi e vino. Questi doni venivano appesi a grandi rami che ornavano il carro, trasformandolo in una cornucopia ambulante che sfilava per il paese prima di rientrare in convento, dove i beni venivano venduti all’asta per sostenere il santuario.
Una curiosità storica riguarda la “spoliazione” o offerta del denaro: in tempi più recenti, l’offerta in natura fu affiancata o sostituita dal denaro. Durante la processione, i fedeli appuntavano banconote direttamente sulla veste del Bambino Gesù e del Santo, fino a coprirli interamente, creando quasi un “mantello” di soldi che venivano poi tolti (“spogliati”) al rientro.
Oggi la festa si dilata nel tempo. Inizia con la “Tredicina”, tredici giorni di preparazione spirituale che culminano nella rievocazione del “Transito”, il momento della morte del Santo. Ma è dopo il 13 giugno che la città si trasforma. Per un’intera settimana (solitamente dal 14 al 20 giugno), la venerata statua lignea del Santo, solitamente custodita nel prezioso Trono marmoreo della Basilica, viene portata in processione per ogni strada e vicolo di Afragola. È un viaggio capillare: il Santo “visita” le case dei fedeli, i quali addobbano i balconi con coperte di seta, damaschi e bandiere, lanciando coriandoli al suo passaggio. Ad accompagnare il simulacro ci sono spesso i “munacielli”: bambini vestiti con il saio francescano, un voto fatto dalle madri per grazia ricevuta o richiesta.
Il momento più scenografico ed emozionante è la cosiddetta “Ritirata”, che avviene solitamente il 20 giugno. Dopo aver percorso chilometri, il Santo fa ritorno alla Basilica a notte fonda, accompagnato da una folla immensa. Fino a pochi anni fa, questo momento era sancito dallo spettacolare Incendio del Campanile: una simulazione pirotecnica nata nel 1995 (per l’ottavo centenario della nascita del Santo) che avvolgeva la torre campanaria della Basilica in una cascata di fuoco colorato. Negli ultimi anni, per tutelare il monumento recentemente restaurato, questa tradizione è stata spesso sostituita da giochi di luce, fontane danzanti o spettacoli pirotecnici meno invasivi, chiudendo i festeggiamenti in un’atmosfera di commozione collettiva. Nel 2025, tuttavia, l’Incendio del Campanile è stato nuovamente realizzato in forma straordinaria, segnando il ritorno di uno dei momenti più attesi e simbolici della festa.
Important Links
Customer Spotlight
Customer Service
Marketing
FAQ
Contact
Info@creative.com
+1-202-555-0140
1463 Chandler Drive Springfield, MO 65806
©2025 Portale dell’arte – Afragola Città Metropolitana di Napoli